Sabato nel primo pomeriggio il Real San Paolo affronta, nel torneo primaverile – categoria Open – la locale formazione del Valsesia.
Trasferta ostica, almeno “baciata” da una bella giornata (giusto un po’ afosa..), che esalta solo lo spirito di gruppo: pur con una rosa ridotta, i Ragazzi non si tirano indietro ed anzi, decidono di giocarsela (in un “campaccio” di periferia, misto di terra ed erba) nonostante turni di lavoro, infortuni non guariti, con adesioni e defezioni all’ultimo, che rendono la scelta dei titolari un’autentica roulette russa.
Tredici disponibili alla fine, che vengono schierati con un lineare 4/4/2 di partenza.
Panchina molto corta, quindi, ma
l’assenza più pesante è, oggi, fuori dal campo: manca il direttore d’orchestra (mister) Rocco e ciò costringerebbe tutti ad un surplus di impegno.
Che, da solo, non sarà però sufficiente.
Primo tempo con occasioni per Lollo, appena alto su imbeccata di Diego; Paolo, anticipato in mezzo all’area al momento della stoccata; Cigo, con un giro di poco alto.
E primi venti minuti con il Real che, come altre volte, non subisce praticamente mai.
Poi, dopo il ventesimo e qualcosa, passa due volte il Valsesia, correggendo sul secondo palo altrettante incursioni del loro undici, bravo nell’uno contro uno in campo aperto.
Gol in fotocopia.
Il secondo tempo vede una gran deviazione di Kerllos, prima del terzo gol avversario, con correzione decisiva di un’occasione nata da corner.
Un minuto dopo, ci procuriamo un rigore con una vivace percussione di Miki per Paolo. Toma trasforma al centro e la riapre.
Il migliore momento del Real è tra il decimo ed il 20mo (e qualcosa, anche qui..) della ripresa:
Gazza al minuto dodici sfiora in area il 2/3, dopo uno squisito controllo col petto, mirando alto di poco.
Lo stesso Gazza, al minuto 21, ancora in proiezione offensiva, scalda i guantoni del portiere, liberato da un velo di Ricki. Mancino ravvicinato, che l’estremo difensore è abile a deviare in corner.
Il loro quarto gol è frutto di una macroscopica distrazione difensiva, che agevola la punta accorrente sotto porta, nonostante la palla fosse apparentenente in nostro possesso.
Abbiamo una possibilità su punizione dal limite, che si frange sulla barriera e cerchiamo un volitivo forcing finale, in cui tra l’altro Ricki chiama in causa il portiere.
Ma il match non cambia più il suo punteggio e, come altre volte, costringe a riflettere su piani di gioco alternativi al “kick and roll”, che si questo manto era davvero complicato.
Resettare e ripartire comunque, nonostante questo torneo possa dirsi virtualmente chiuso.
(Commento e Foto Luca P.)

(Foto Luca P.)

(Foto Luca P.)

(Foto Luca P.)

(Foto Luca P.)

(Foto Luca P.)



